I LIMITI DEL TEST SUL DNA FETALE

I LIMITI DEL TEST SUL DNA FETALE
Da poco meno di due anni in Italia è stato introdotto il test del Dna libero (conosciuto anche come test del Dna fetale o Nipt, Non Invasive Prenatal Testing), a questo test si sottopongono le future mamme in stato di gravidanza e in attesa di conoscere lo stato di salute del nascituro.
L’esame è semplice e non invasivo, ma è davvero utile?
Una recente indagine pubblicata su Genetics in Medicine ha cercato di dare una risposta a questa domanda. I ricercatori si sono basati su un campione di 109 donne che si sono sottoposte al test e questo è risultato positivo, ovvero sono stati segnalati problemi al feto. In seguito in queste stesse donne è stato riscontrato che  la quota di casi realmente positivi, confermati da amniocentesi o villocentesi, è risultata decisamente più bassa.
Nicola Persico, ginecologo esperto di diagnosi e terapia fetale della Clinica Mangiagalli di Milano ha spiegato che: “In realtà, tutti gli studi condotti finora, su un numero molto maggiore di donne, indicano che la percentuale di falsi positivi è circa lo 0.1%. La discrepanza deriva dal fatto che per questa ricerca non sono state considerate tutte le donne sottoposte al test, ma solo quelle con risultati positivi: questo “gonfia” la percentuale dei falsi positivi, che invece va calcolata sul totale degli esami. Il test del Dna fetale ha un’alta affidabilità: per la sindrome di Down oltre il 99%. La domanda semmai è come usarlo correttamente“.
Dai risultati della ricerca sembra che il test del Dna fetale non funzioni, Paolo Scollo, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigu) e segretario dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine spiega in che modo deve essere valutato questo tipo di test: “L’equivoco è crederlo un test diagnostico, come amniocentesi o villocentesi, quando invece può servire solo per individuare le donne ad alto rischio di avere un bimbo con malformazioni Significa che un risultato positivo va sempre confermato con un esame invasivo, a cui il test del Dna fetale non può perciò in alcun modo sostituirsi, come a volte si fa credere“.