LA SCELTA DELLA PROTESI PER LA MASTOPLASTICA ADDITTIVA – IL PARERE DEL DOTT. CECCARINO

LA SCELTA DELLA PROTESI PER LA MASTOPLASTICA ADDITTIVA – IL PARERE DEL DOTT. CECCARINO
La scelta della protesi è un momento fondamentale per l’esecuzione dell’intervento di Mastoplastica Additiva. Le protesi di ultima generazione sono costituite dal gel di silicone coesivo racchiuso da un involucro impermeabile, anch’esso di silicone. Alcune protesi hanno inoltre anche un rivestimento in poliuretano.
Il dott. Raffaele Ceccarino spiega: “Per ciò che riguarda la forma esistono due grossi gruppi di protesi: tonde ed anatomiche.
Nell’ambito del primo gruppo, le protesi si differenziano tra loro per la proiezione che può essere bassa, media, alta o ultra-alta.
Per quel che riguarda le protesi anatomiche alcune case costruttrici presentano protesi anatomiche a base tonda o a base ovale con l’altezza che può essere maggiore della larghezza o viceversa.
Anche esse poi hanno un profilo basso, medio, alto o ultra-alto. Per modellare al meglio le mammella è preferibile impiantare delle protesi anatomiche a base ovale che meglio si possono adattare alla condizione anatomica preesistente della paziente e quindi effettuare un modellamento che con-sente di ottenere una mammella quanto più simile ad un profilo naturale.”
Che tipo di tecnica utilizza?
La tecnica che utilizzo è quella chiamata multiplane. Tale tecnica prevede una incisione localizzata nel solco sotto-mammario di circa tre centimetri attraverso la quale si procede ad uno scollamento della ghiandola dalla cute, della ghiandola dalla fascia muscolare, e del muscolo dalla parete toracica. A questo punto si modellano opportunamente le varie componenti anatomiche così preparate e si impiantano delle protesi anatomiche con le caratteristiche discusse precedentemente. Dopo di che si procede al riposizionamento delle strutture anatomiche precedentemente preparate e modellate. La scelta della misura delle protesi da impiantare è di estrema importanza e viene effettuata valutando numerosi parametri, quali la base delle mammella, l’altezza, la distanza del capezzolo dalla incisura del giugulo, la distanza del capezzolo dal solco sotto-mammario, lo spessore dei tessuti nei vari quadranti della mammella. Attraverso la misurazione di tali parametri si riesce a scegliere la protesi che meglio si adatta a quelle determinate mammelle.
Pertanto, tale momento è da ritenersi fondamentale nella preparazione all’intervento chirurgico di mastoplastica additiva. Eseguo tale intervento in anestesia locale con sedazione,
utilizzando la tecnica della Tumescenza Fredda.

Dott. Raffaele Ceccarino

In cosa consiste la Tumescenza Fredda?

Si tratta di una tecnica di anestesia locale per infiltrazione con una soluzione estremamente diluita di anestetico locale e di un farmaco vasocostrittore che consente di annullare completamente il dolore e di ridurre al minimo il sanguinamento durante l’intervento. L’effetto analgesico ha una durata di circa tre ore e pertanto anche l’immediato periodo post-operatorio sarà indolore. Tale tecnica mi consente di dimettere le pazienti dopo circa due ore dall’intervento stesso senza alcuna complicanza generale o locale.
Dopo l’intervento viene effettuata una medicazione modicamente compressiva e viene indossato un reggiseno elastico che deve essere tenuto per circa quattro settimane. La paziente può riprendere le normali attività dopo circa due settimane, ma immediatamente dopo l’intervento chirurgico può effettuare blande attività purché non faccia sforzi eccessivi con gli arti superiori. In conclusione, utilizzando le tecniche descritte l’intervento di mastoplastica additiva consente di ottenere un buon modellamento delle mammella con minimo impegno generale da parte della paziente.