LA SINDROME DA PORTA GIREVOLE

LA SINDROME DA PORTA GIREVOLE
La sindrome da porta girevole colpisce i pazienti che entro 30 giorni dal primo ricovero tornano in ospedale per una riammissione o per sottoporsi a un nuovo intervento. In Italia questa particolare sindrome colpisce il 4% dei pazienti e questo problema è stato il focus del congresso della Società Italiana di Chirurgia (SIC) di Roma.
 
Secondo gli esperti se da una parte ci sono rassicurazioni sul fatto che la chirurgia italiana conferma la sua eccellenza e l’alto livello di assistenza, dall’altra parte ci sono sicuramente attività che possono essere implementate per diminuire il numero di riammissioni.
 
Secondo Francesco Corcione, presidente eletto SIC: “Un paziente chirurgico è comunque più fragile, ha modificato le proprie abitudini, è stato allettato, ha ricevuto farmaci e altri medicamenti che possono alterare le condizioni fisiche e cognitive che aprono la strada ad una nuova patologia o a un malessere che non si esaurisce con la convalescenza e che necessita di ulteriori cure.”
 
Alla luce di questa analisi è indispensabile migliorare la gestione della dimissione dalla struttura ospedaliera in modo che l’assistenza territoriale possa prendere più facilmente in carico il malato e sostituire l’ospedale nel ruolo di punto di riferimento principale in caso di necessità di ulteriori cure.