VIAGGIO NEL BUNKER ANTI-EBOLA ITALIANO

VIAGGIO NEL BUNKER ANTI-EBOLA ITALIANO
L’Italia è pronta ad affrontare il pericolo Ebola qualora dovessero arrivare pazienti contagiati nel nostre paese, i due reparti di riferimento sono lo Spallanzani di Roma e il Sacco di Milano. Proprio quest’ultimo fu inaugurato nel 1931 per fronteggiare la tubercolosi.
Il virus Ebola non è ancora arrivato nel nostro paese ma dopo aver colpito Spagna, Francia e Germania, la paura è forte e per questo nel Sacco di Milano è stato attrezzato un vero e proprio bunker anti-Ebola in grado di fronteggiare ogni evenienza. Il dipartimento di malattie infettive di questa struttura sanitaria, che tra l’altro si occupa anche di Aids, tubercolosi, Sars e Aviaria, contiene 70 posti letto ma 15 di questi possono essere isolati nel caso in cui arriva un malato di Ebola.
A dirigere il reparto tutto totalmente computerizzato, è Giuliano Rizzardini, infettologo che ha già combattuto contro Ebola in Africa, mentre Cecilia Paoli è il coordinatore sanitario delle malattie infettive. A lavorarci ci sono medici e infermieri che stanno creando automatismi perfetti addestrandosi a vestirsi e svestirsi dalle tute a tenuta stagna in modo da evitare qualsiasi tipo di contagio come invece è accaduto in Spagna.
Cosa accade quando arriva un malato di Ebola in Italia?
Ci sono procedure precise da seguire in caso di una segnalazione di contagio. Innanzitutto per il trasporto del paziente viene utilizzata un’ambulanza speciale, questa è dotata di tre spazi isolati tra loro: uno dove ci sono malato e personale d’assistenza; un altro dove c’è il personale di supporto; infine c’è il vano dove c’è il personale di guida.
Una volta giunti nella struttura sanitaria l’ingresso nel reparto è unico e una volta superato si passa in due anticamere diverse: in una è destinata la barella con il personale accompagnatore e nell’altra ci va il restante personale per la vestizione delle tute a tenuta stagna. Ogni paziente ha la sua stanza e queste sono divise da vetri in modo tale da poter tenere sempre sotto contro lo stato di salute del contagiato. Da sottolineare che gli accessi delle porte delle stanze e dei corridoi si aprono in sequenza quando il precedente è già chiuso. 
Il personale ogni volta che esce dalla camera del malato si sottopone singolarmente a doccia disinfettante per tre minuti e poi procede con le delicate operazioni di svestimento, parte dell’equipaggiamento viene bruciata dall’inceneritore.
La gestione di un malato di Ebola è molto costosa, in particolar modo sono i materiali a costare i più, perchè questi vengono distrutti dall’inceneritore. 
Il nostro paese ha preso tutte le misure per affrontare un’emergenza che speriamo non arrivi mai in Italia. 
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