Glaucoma, malattia del cervello? Ne parla il Dott. Capobianco.

Glaucoma, malattia del cervello? Ne parla il Dott. Capobianco.
Abbiamo chiesto al dott. Decio Capobianco se il glaucoma fosse una malattia del cervello. Ecco la sua esaustiva risposta.
Il glaucoma è una neurotticopatia caratterizzata da danno cronico e progressivo del nervo ottico, con alterazioni
caratteristiche della testa del nervo ottico, dello strato delle fibre nervose retiniche e di difetti specifici del campo visivo. La
malattia consiste nella morte per apoptosi delle Cellule Ganglionari Retiniche (CGR) e nella degenerazione progressiva e
atrofia dei loro assoni lungo il decorso dalla papilla ottica fino alla corteccia visiva, con perdita graduale del campo visivo e
difficoltà crescenti nella percezione dell’ambiente circostante tali da provocare un’ipovisione con caratteristiche di tipo
periferico.
Il glaucoma è una malattia influenzata pesantemente dalla presenza di vari fattori
di rischio: l’etnia, l’età avanzata, la pressione oculare, la pressione diastolica di
perfusione, la miopia, la familiarità per la malattia.
Nella patologia glaucomatosa l’ipertensione oculare rappresenta un epifenomeno
e quindi non indispensabile per l’instaurarsi del danno anatomo-funzionale, come
dimostrato dall’esistenza di glaucomi a pressioni medio-basse.
Lo stress ossidativo potrebbe dunque giocare un ruolo rilevante nel decorso del
glaucoma inizialmente danneggiando le cellule dell’HTM, e successivamente
contribuendo all’alterazione dell’omeostasi tra NO ed endoteline e, infine,
attraverso un suo possibile coinvolgimento nella morte delle cellule ganglionari.
L’ipotesi del danno ossidativo come passaggio fondamentale nella patogenesi del
glaucoma primario ad angolo aperto potrebbe diventare un obiettivo rilevante sia
ai fini della prevenzione che della terapia della malattia.
Recenti evidenze hanno mostrato diverse analogie tra il glaucoma e le malattie
degenerative del SNC come l’Alzheimer, il Parkinson e la Sclerosi Multipla,
suggerendo che la malattia glaucomatosa sia una vera e propria affezione
cerebrale caratterizzata dal coinvolgimento di processi di natura
neurodegenerativa a livello oculare: l’occhio come un’appendice del cervello!
Al fine di giustificare il danno a livello della testa del nervo ottico sono state
proposte numerose ipotesi patogenetiche del glaucoma (vascolare, meccanica
etc.) e da qualche anno anche Neurodegenerativa. Il parallelismo tra le varie
malattie neurodegenerative evidenzia come nell’Alzheimer il processo
degenerativo sia essenzialmente legato all’accumulo di beta-amiloidee quindi alla
mancanza di acetilcolina. Nel Parkinson si manifesta invece una carenza di
dopamina, mentre nella Sclerosi Multipla si verifica un processo di
demielinizzazione.

Diverse evidenze dimostrerebbero che i pazienti affetti da malattia di Alzheimer
presentano una più alta incidenza e prevalenza di glaucoma, così come i pazienti
affetti da glaucoma sono caratterizzati da una più alta incidenza e prevalenza di
Alzheimer.

Sebbene non sia stata ancora chiarita l’origine eziologica del processo neurodegenerativo nel glaucoma è possibile
ipotizzare l’instaurarsi di un processo degenerativo a livello trabecolare, che può provocare ipertensione che può
determinare il danno glaucomatoso, ed anche un processo neurodegenerativo a livello degli assoni delle cellule dello strato
ganglionare retinico. In realtà questi due processi degenerativi possono coesistere o presentarsi singolarmente; oltre alla
IOP, numerosi meccanismi sono coinvolti nel danno glaucomatoso neurosensoriale.
Il glaucoma è una patologia multifattoriale in cui i singoli momenti patogenetici possono incidere, in maniera diversa, nella
storia naturale di ciascun paziente, che può progredire più o meno rapidamente. L’identificazione del meccanismo
patogenetico dominante permette di scegliere l’approccio terapeutico più idoneo. Recentemente sono state sviluppate una
varietà di nuove tecniche di imaging computerizzato come GDx e OCT, con lo scopo di analizzare e classificare la
morfologia di papilla ottica e RNFL e valutarne i cambiamenti nel tempo. Tali tecnologie forniscono misurazioni oggettive
altamente riproducibili e dimostrano un grande accordo con le valutazioni cliniche che consentono si scegliere se sottoporre
il paziente a terapie tradizionali o se utilizzare alternative terapie laser, come la laser trabeculoplastica selettiva o SLT.
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