Nuovo clamoroso giallo all’Ospedale di Caserta!

Nuovo clamoroso giallo all’Ospedale di Caserta!
CASERTA – La storia di cui vi diamo conto è una brutta storia. Non tanto dal punto di vista legale, che andrà accertato nelle sedi competenti e su cui non possiamo, ed è evidente, proferire parola, quanto da quello umano.
Il 13 marzo scorso, dall’Ospedale Villa Betania di Napoli, è stata trasferita in ambulanza la 76enne Genoveffa Tammaro al Sant’Anna e San Sebastiano per un intervento urgente di cardiochirurgia. Arrivati davanti alle porte del reparto di rianimazione, secondo quanto ci è stato raccontato, la paziente avrebbe dovuto attendere tra i 15 e i 20 minuti prima che si aprissero e che avesse accesso alle cure. Appena entrata, l’anziana è deceduta.
Il condizionale usato per raccontarvi dei tempi dell’attesa è d’obbligo, perchè sulla tempistica si dovrà esprimere la magistratura per dire se quei 15 minuti possono aver decretato la morte della della donna. Ciò che ci preme sottolineare, il lato umano della vicenda, è quello che è successo immediatamente dopo. Gli addetti del reparto hanno chiesto al medico rianimatore del Villa Betania di riportare il cadavere a Napoli, immaginiamo, per una mera questione di procedure burocratiche.
L’idea di trattare il cadavere di una donna appena morta come un pacco da riportare indietro è una scena che, probabilmente, non si vede nemmeno negli ospedali posti al confine tra due paesi in guerra figuriamoci in un Ospedale, come quello di Caserta, che vorrebbe essere una eccellenza nel settore sanitario che dimentica l’umanità per la burocrazia. Il rianimatore del Villa Betania non ha accolto la richiesta e ha allertato la Polizia che, dopo due ore di discussione, ha raccolta la denuncia dello stesso facendo finire la vicenda sul tavolo della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Quattro giorni dopo, il 17 marzo, è stata eseguita l’autopsia della donna e solo il giorno seguente, è stato possibile celebrare le esequie. Una vera e propria odissea del dolore che è stata raccontata dal figlio della donna,Salvatore Napolitano, responsabile regionale della Fiadel, che si è trovato nel lutto, di fronte a una lite tra due medici e costretto a rivolgersi a un penalista per cercare di capire cosa sia realmente successo all’ospedale di Caserta. “La cosa è grave, proprio nei servizi pubblici, e ritengo che si tratti di una questione morale (che sicuramente non riguarda solo gli aspetti della corruzione ma anche e soprattutto alla dedizione al lavoro nel senso di dover avere la capacità di relazionarsi ai pazienti in un modo civile ed umano) – dichiara Salvatore Napolitano – vi e una responsabilità dal punto di vista professionale ma credo anche etico. Racconto questa storia con la speranza che questo episodio di mala sanità possa far riflettere e far sì che non succeda mai più, augurandomi che sia di esempio di lezione morale e sperando che serva a qualcosa”.
Roberto Della Rocca – Casertace.net
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