Disturbi ed Educazione del Comportamento Alimentare: intervista alla Dott. Lucia Lombardo

Disturbi ed Educazione del Comportamento Alimentare: intervista alla Dott. Lucia Lombardo
Il rapporto tra cibo, emozioni e corpo è molto complesso. Tale rapporto può ammalarsi e

diventare caotico, confuso, disorganizzato e fonte di sofferenza, fino a prendere la forma

dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). 

Le problematiche psicogene dell’alimentazione hanno sempre preoccupato molto non solo

per l’incidenza con le quali sono diffuse e continuano a diffondersi, ma anche per la

significativa sofferenza che provocano non solo in chi si ammala di un DCA, ma anche nei

familiari. 

Negli ultimi dieci anni I DCA hanno cambiato modo di manifestarsi. Da un punto di vista

clinico si osservano sempre meno forme pure di anoressia e bulimia, sempre più spesso

forme miste.

Una persona che soffre di un DCA può attraversare fasi in un cui è prevalente un

comportamento anoressico e fasi in cui è prevalente un comportamento bulimico. 

Inoltre, una nuova categoria clinica è rappresentata dal Disturbo da Alimentazione

Incontrollata o Binge Eating Disorder. In questo caso grosse quantità di cibo sono

fagocitate senza condotte di eliminazione.

I DCA inoltre cambiano anche genere. Da sempre etichettati come psicopatologie

tipicamente femminili, riguardano sempre più spesso gli uomini.

I DCA nell’uomo si manifestano oltre che nelle forme classiche, più spesso come

Alimentazione Incontrollata, oppure nelle forme ancora poco conosciute di Ortoressia e

Bigoressia. 

I DCA vengono molto spesso indicati come “capricci adolescenziali” oppure “malattie alla

moda”.

Non si tratta né di capricci, né di malattie alla moda, in quanto nessuno sceglie di

ammalarsi di un DCA .Si tratta di psicopatologie piuttosto serie e complesse che possono

avere importanti conseguenze non solo per la salute psichica ma anche fisica.

Lo sviluppo di tali psicopatologie,sicuramente, trova terreno fertile in una società che vede

forti i messaggi di magrezza, bellezza, attenzione al corpo e al peso, ma tali messaggi

non sono sufficienti da soli a sviluppare un DCA, è necessaria la concorrenza di altri

fattori come quelli familiari , evolutivi e di personalità. 

Quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo dei DCA? 
 Abitudini alimentari scorrette in ambito familiare insieme ai messaggi sociali e culturali

sopraelencati aumentano la probabilità di ammalarsi di un DCA.

Il comportamento alimentare è una funzione che risente dei condizionamenti culturali e

familiari , quindi, può essere appreso.

Poiché i primi apprendimenti avvengono in famiglia, è innegabile come il modo di

alimentarsi dei genitori influenza quello dei figli.

Il gusto, il genere, le abitudini alimentari possono essere educate, orientate ed apprese. 

Come è possibile prevenire lo sviluppo dei DCA? 
Un primo livello sul quale è possibile intervenire è la famiglia, in quanto sono i genitore che

possono insegnare ai figli “come si mangia”. Un secondo livello è rappresentato da

programmi di educazione alimentare che si possono sviluppare nelle scuole coinvolgendo

insegnati e genitori.

Educazione primaria e secondaria non rappresentano una garanzia sicura, ma

certamente sono importanti fattori protettivi che abbassano la probabilità di ammalarsi di

un disturbo alimentare.

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