Il Dott.Del Buono risponde alle critiche al video del Dott.D’Orta.

Il Dott.Del Buono risponde alle critiche al video del Dott.D’Orta.
Nella giornata di ieri la nostra pagina facebook è stata attaccata in modo violento da un gruppo di professionisti che si occupano di comunicazione medico scientifica prendendo di mira il video e le dichiarazioni del Dott. Armando D’Orta, schernendo pubblicamente il video ed offendendo il medico. 
La censura è avvenuta in quanto lo strumento per i dibattiti pubblici seri non è certamente una pagina Social, solitamente siamo abituati agli incontri scientifici in aula con confronti tra addetti ai lavori. La nostra redazione, a tal proposito mette a disposizione un form di contatti a QUESTO LINK dove poter inviare richiesta di confronto in aula con i medici da noi intervistati, in modo da evitare dibattiti “per presa posizione” e scontri che nulla portano al dialogo scientifico. 
La nostra redazione mette inoltre a disposizione un’aula da 40 posti a Caserta dove è possibile organizzare dibattiti scientifici che saranno ripresi dalle nostre telecamere. In questo modo il confronto pubblico eviterà che vi siano speculazioni o errori di comunicazione tra le parti. Tutti i professionisti in questione, incluso quelli censurati possono inviare materiale utile al confronto finalizzato alla corretta comprensione degli argomenti trattati. 
A tal proposito, riportiamo la sola conversazione costruttiva di tutta la questione legata al video del Dott. D’Orta, in funzione delle richieste da parte della giornalista Beatrice Mautino di riscontri scientifici sull’argomento.
DOTT. D’ORTA – NUTRIZIONISTA
Cari amici non capisco perchè non ci si può mantenere su un pacato dibattito scientifico. Rispondo qui alla signora Beatrice, che, nonostante il tono, pone dei quesiti assolutamente legittimi. Premetto che un riassunto di quanto ho brevemente citato nell’intervista, a proposito del glutine, è pubblicato qui http://www.wcrj.net/article/214 sul World Cancer Research Journal (potete partire dal leggere il lavoro e dalla bibliografia allegata). 

La letteratura non è piena, è STRAPIENA di referenze in tal caso, bisogna solo avere un pò di pazienza ad andarsele a cercare su pubmed. In ordine, ho preso un pò a caso: La gluten sensitivity, non è l’1% della popolazione mondiale, ho commesso un errore, ma pare sia leggermente di più: ecco un lavoro recente (il più vecchio è degli anni 90) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26605537.

La correlazione tra gluten sensitivity (non celiachia) e cancro (specificamente quello dei bambini) un lavoro e una metanalisi così a caso: 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23082267 – http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21755296

Che il glutine moderno sia stato oggetto di numerissime manipolazioni negli ultimi centocinquant’anni per cui ha cambiato la ploidia è oramai storia, lo potete leggere su un qualunque testo base di agronomia (o wikipedia se volete). 

Il discorso della caseina è più complesso ma vecchio: da ormai vent’anni gli immunologi sanno che le malattie legate al glutine si accoppiano quasi sempre a quelle del lattosio, ed è noto in letteratura che infatti le proteine del glutine moderno crossreattivano immunologicamente con quelle del glutine. Da questa base viene fuori un fenomeno più complesso, che è il mimetismo molecolare, che assimila l’effetto epigenetico dei peptoni del grano moderno a quella della caseina. 

Sono studi nuovissimi, alcuni in attesa di pubblicazione, appena riesco a trovare il riferimento di quello che già c’è pubblicato sarò felice di postarlo. Namastè.

DOTT.SSA BEATRICE MAUTINO – GIORNALISTA
Signor Armando, conoscerà i lavori in doppio cieco sulla NCGS che la ridimensionano notevolmente. L’ultimo pubblicato a marzo dal professor Corazza di Pavia. Cosa intende per manipolazioni al glutine che cambiano la ploidia? Quando lo trova, mi mandi il riferimento del glutine uguale alla caseina (nel video parla di sequenza amminoacidica). Grazie.
DOTT. ANDREA DEL BUONO – MEDICO
In merito all’intervista del Dr. D’Orta e mi permetto di rispondere alle domande di chiarimento informando la lettrice che il miglioramento genetico del grano sfrutta le conoscenze acquisite da fisiologi, biochimici e soprattutto da genetisti (incroci interspecifici, ibridazioni in vitro, mutagenesi, transgenesi) che riguardono proprio il contenuto quali-quantitativo del glutine molto apprezzato dai panificatori. 

Non entro nel distinguo di un grano tetra o sesa-ploide che è già una risposta, ma è vero il contrario cioè intolleranti al grano modificano la loro dieta selezionando un grano “antico” o tetrapliode e i sintomi scompaiono, vedi letteratura scientifica e studi di incidenza e prevalenza. Allora … più doppio cieco di cosi?

Il dibattito è aperto a professionisti e studiosi dell’argomento. Il form a cui inviare materiali di discussione è il seguente: CLICCA QUI.