Operatore del 118 di Napoli: in tre anni 255 giorni di malattia

Operatore del 118 di Napoli: in tre anni 255 giorni di malattia
Assente dal lavoro dal 6 novembre 2012 al 6 novembre 2015 ma non per problemi gravi di salute. Era idoneo con riserva. Quindi con la sola esigenza di essere esonerato per sei mesi dall’esposizione al videoterminale.
 
 
 
 
 
Annunciato come la battaglia degli operatori della centrale del 118, lo sciopero della fame proclamato dal sindacato Usb del Cardarelli si è trasformato in una sorta di protesta personale del rappresentante aziendale Michele Tassaro contro la direzione del servizio. «Da ieri – dice – abbiamo iniziato a digiunare. La centrale del 118 è il simbolo dell’assistenza, se non funziona si mette a rischio la salute dei cittadini».

Qualche minuto dopo però è lui stesso a spiegare che in pratica lo sciopero non ha avuto altre adesioni. Il suo «abbiamo iniziato» si trasforma dunque in un «ho iniziato». Un uomo solo contro «il sistema che non funziona». Perché, spiega Tassaro, «questo modo di gestire gli uomini della centrale è discutibile».

 
Dal canto suo il responsabile della centrale operativa, Giuseppe Galano, rispedisce al mittente ogni accusa. «Credo sia un malcostume usare il nome del sindacato e il diritto di critica – spiega – per una situazione come questa. Mi sono limitato a gestire al meglio le poche che ho a disposizione. Proprio grazie al sistema informatico ho potuto calibrare i turni in base alle esigenze e alle assenze. Una riorganizzazione che evidentemente ha dato fastidio a qualcuno». Ed è proprio sulle assenze che Galano svela un retroscena da record. «Nella squadra dello scioperante – dice – c’è un dipendente che negli ultimi tre anni ha fatto registrare quasi 300 giorni di malattia».