Sanità Campania sempre più nel caos: medici e sindacati verso lo sciopero generale

Sanità Campania sempre più nel caos: medici e sindacati verso lo sciopero generale
NAPOLI – Non cessa l’allarme per la sanità campana. Anzi, i nuovi emendamenti alla legge di stabilità sembrano non aver soddisfatto, se non in maniera blanda e superficiale, i sindacati, che hanno ribadito con ancora più forza e veemenza il senso dello sciopero di 24 ore che si terrà domani, 16 dicembre.
 

«Andremo avanti, fino a quando il grido di dolore per le sorti della sanità pubblica e del nostro destino professionale non arriverà nelle torri di avorio della politica, sorde e cieche, al di là di un formale rispetto» si legge in un comunicato dell’Anaoo Assomed, l’associazione dei medici dirigenti.

 
A cui hanno fatto eco le parole del segretario regionale campano, Bruno Zuccarelli, che ieri durante una conferenza stampa ha tuonato «Scioperano i medici, ma lo fanno per i cittadini. I campani pagano le tasse esattamente come tutti gli altri, ma in cambio hanno un sistema sanitario che non garantisce i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Sui Lea siamo ultimi in Italia. E attenzione, non garantire i Lea può sembrare un concetto astratto, invece è molto concreto. Significa che con un tumore si resta in attesa per mesi, che una radioterapia se te lo puoi permettere la vai a fare al Nord. Che se hai un incidente, puoi aspettare anche 40 minuti prima che arrivi un ambulanza in tuo soccorso».
 
Stando al comunicato dell’Anaoo la controversia dell’emendamento starebbe «nella possibilità per le Regioni, di procedere ad assunzioni di personale e stabilizzazione di precari, ma ad invarianza del tetto per la spesa del personale congelata al lontano 2004.». In altre parole, si darebbe il via alle assunzioni, ma con un budget limitato e limitante (il famoso tetto di spesa, fermo agli standard previsti ben undici anni fa) per le strutture ospedaliere nazionali.
 
Un problema, quello del blocco del turn-over, che si ripercuote direttamente sui pazienti, generando disservizi. Solo qualche settimana fa, il primario di radioterapia dell’ospedale oncologico Pascale di Napoli, Paolo Muto, annunciava la sospensione, a causa dei lunghi tempi d’attesa, delle visite. I malati di tumore, in pratica, potranno ricevere le dovute cure e fare gli accertamenti del caso solo dopo un’attesa di mesi, o pagandosi per conto proprio le cure presso le cliniche private.
 
A ciò si aggiunga l’emergenza legata alle ambulanze: «Viste le scarse risorse a disposizione – ha detto Raffaele Tortoriello, segretario regionale Uil Campania – i soccorsi del 118 spesso riescono a intervenire solo dopo 40 minuti dalla richiesta d’aiuto del cittadino».