Sapri, ospedale a rischio i sindaci fanno quadrato

Sapri, ospedale a rischio i sindaci fanno quadrato
Rischio ridimensionamento: nasce il comitato. Chiesto un incontro a Coscioni Potrebbe chiudere l’Utic a causa della mancanza di anestetisti. Rabbia della Rsu
L’obiettivo è scongiurare il rischio di ridimensionamento dell’ospedale di Sapri.
 
 
 
 
 
 
 
Al termine del vertice nell’aula consiliare del Comune con Cgil, operatori sanitari ed assemblea territoriale di Cittadinanzattiva, i sindaci del distretto Sapri-Camerota hanno costituito un comitato per chiedere immediatamente un incontro al responsabile regionale della sanità Enrico Coscioni, al commissario straordinario dell’Asl di Salerno ed al prefetto. Non c’è tempo da perdere, perché nell’immediato potrebbe chiudere l’Unità di terapia intensiva cardiologica a causa della mancanza di reperibilità notturna degli anestesisti e per la presenza di soli 4 medici, compreso il primario facente funzione, in un reparto che dovrebbe garantire la funzionalità h.24.
 
Il primo cittadino di Sapri Giuseppe Del Medico confida in una ritrovata compattezza del territorio “affinché ci sediamo al tavolo con un’idea precisa di ciò che vogliamo per il nostro territorio”. Nell’occhio del ciclone la mancata attuazione del decreto regionale 49, che ad esempio prevedeva per l’ospedale dell’Immacolata un secondo livello dell’emergenza con l’aumento dei posti letto. Pronta alle barricate la Cgil.
 
«Sulla carenza di specialisti in cardiologia avevamo più volte ribadito alle precedenti e ‘sorde’ gestioni che sarebbe stato possibile anche con le attuali normative assumere nel 2015 – ricorda il rappresentante della Rsu dell’Asl nonché responsabile della Cgil Sapri-Camerota, Mimmo Vrenna – Chiediamo che vengano garantite nell’immediato la continuazione delle attività dell’Utic prevedendo nel medio termine trasferimenti in entrata o nuove assunzioni, come previsto dalle normative vigenti sia statale che regionale».