Esaurimento fondi regionali per la sanità. Case di cura costrette a sospendere l’attività.

Esaurimento fondi regionali per la sanità. Case di cura costrette a sospendere l’attività.

Sono ormai anni che continua a ripetersi a fine anno il blocco dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in regime di convenzione con il S.S.N. da parte degli erogatori privati a causa dell’insufficiente stanziamento dei fondi regionali per la Sanità.
In Campania la situazione è resa ancora più complicata dai meccanismi di riparto del Fondo Sanitario Nazionale, per i quali la spesa pubblica per ogni cittadino campano risulta inferiore alla media italiana. Ciò vuol dire che un
paziente della Campania rischia di avere meno diritto di accedere alle cure rispetto ad un cittadino piemontese. Questa situazione genera un meccanismo perverso per cui si rischia che negli anni aumenti la spesa pro capite per i cittadini delle regioni più virtuose a scapito delle regioni meno efficienti.
In particolare, la provincia di Caserta è anche la più penalizzata in termini di risorse assegnate, rispetto alle altre province della regione Campania. Motivo per cui, ogni anno dal mese di Ottobre fino a Dicembre non possono più essere erogate dalle strutture private prestazioni ambulatoriali, di laboratorio analisi o radiodiagnostica in convenzione con il S.S.N., in quanto la Regione non ha più fondi per rimborsare la spesa sostenuta dai cittadini, obbligando quest’ultimi a sostenere privatamente il costo delle cure.
Questo è quanto accaduto anche alla Casa di Cura di Piedimonte Matese, che ha soddisfatto durante l’anno la crescente richiesta di prestazioni sanitarie sia di ricovero che di specialistica ambulatoriale, esaurendo molto prima della fine dell’anno i fondi assegnati dall’Asl Caserta, per cui è stata costretta a sospendere l’attività in regime di convenzionamento con il S.S.N. fino alla fine del 2016 per poi riprenderla a gennaio 2017. Restano attive tutte le attività ambulatoriali e di diagnostica a tariffe agevolate per venire incontro alle necessità dell’utenza territoriale.
L’attribuzione di insufficienti risorse alla provincia di Caserta, oltre a ledere un diritto dei cittadini, costretti a volte a rimandare le cure per motivi economici, costringe molte persone a rivolgersi a centri fuori regione, che vengono ugualmente rimborsati dalla Regione Campania a tariffe ben più alte rispetto a quelle che quest’ultima pagherebbe ai centri Campani. Questo oltre ad essere illogico, crea un forte disagio ai nostri pazienti, generando una fuga di fondi sanitari fuori regione che potrebbero essere assegnati alle strutture regionali, privandoci così di quella crescita in termini di evoluzione tecnologica ed efficienza necessaria al miglioramento delle diagnosi e delle cure.