Quando fare il vaccino antinfluenzale 2018-2019?

Quando fare il vaccino antinfluenzale 2018-2019?

Quando sottoporsi al Vaccino antinfluenzale 2018-2019? Ecco ciò che bisogna conoscere!
Il vaccino antinfluenzale 2018-2019quando eseguirlo?

Se anche voi avete questo dubbio, dovete sapere prima di tutto che la vaccinazione è senza dubbio il mezzo più adeguato per riuscire a scansare l’influenza, e per ridurne sintomi e complicanze. Dal momento che i virus dell’influenza cambiano continuamente, però, la vaccinazione dovrà essere reiterata ogni anno. Essersi vaccinati l’anno prima non assicura infatti una protezione dall’influenza per il 2019.

La vaccinazione antinfluenzale viene offerta gratis alle persone che rientrano nelle categorie a rischio, ed è comunque indicata per tutti coloro che desiderano evitare di sviluppare la malattia.

Chi dovrebbe sottoporsi al vaccino antinfluenzale 2018-2019?

Come è evidente nel sito del Ministero della Salute, alcune fasce di popolazione, come ad esempio i bambini piccoli e gli anziani, possono essere in maggior misura a rischio di gravi complicanze influenzali (ad esempio polmonite virale o batterica secondaria e un aggravamento delle condizioni mediche sottostanti), quindi queste persone dovrebbero sottoporsi alla dovuta vaccinazione. Lo stesso vale per i pazienti a rischio e per gli operatori sanitari, che sono spesso a contatto con i pazienti a rischio di acquisizione o trasmissione della malattia. Dovrebbero sottoporsi a vaccinazione anche le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, per proteggere la propria salute e quella del bambino.

Vaccino antinfluenzale 2018-2019: quando praticarlo?

Il periodo migliore per vaccinarsi, in base alla situazione climatica italiana e all’andamento delle epidemie influenzali, è quello autunnale, quindi ad iniziare dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre, fatta eccezione per altre possibili indicazioni specifiche. La vaccinazione potrà essere effettuata, a seconda dei casi, dal proprio medico di famiglia o pediatra, presso le strutture sanitarie o ambulatori vaccinali, e in alcuni casi anche dal medico del lavoro, nella sede in cui si lavora.

A cura di: Dott. Luigi Ferritto
Medico-Chirurgo
Specialista in Pneumologia

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