Vaccini, tra lotta all’Aids e copertura: se ne è discusso all’Ambasciata di Romania con la scienziata Ensoli

Vaccini, tra lotta all’Aids e copertura: se ne è discusso all’Ambasciata di Romania con la scienziata Ensoli

ROMA. “Vaccini, le nuove frontiere della ricerca”. Questo il tema dell’incontro che si è svolto ieri, in serata, nella sede dell’Ambasciata di Romania, organizzatrice dell’evento – in occasione del semestre della Presidenza romena del Consiglio dell’Unione Europea – insieme con l’associazione Diplomatia e in collaborazione con Federlab Italia, associazione di categoria tra le più rappresentative, a livello nazionale, dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati.

Fari puntati, dunque, sulla ricerca scientifica e sulla lotta al virus dell’Aids in particolare. Se ne è discusso con la scienziata Barbara Ensoli, direttrice del Centro Nazionale per la Ricerca su Hiv/Aids dell’Istituto superiore della sanità.

“I vaccini – ha detto la ricercatrice – restano un tema attuale e fondamentale di cui parlare, un presidio importantissimo di prevenzione per l’umanità. In Italia, tra l’altro, c’è un problema di copertura vaccinale e non è un caso se ancora stiamo facendo dei vaccini obbligatori”. Per la Ensoli: “si dovrebbero implementare tutte quelle politiche sociali per far capire al cittadino quanto siano importanti i vaccini”. E a proposito di nuove frontiere, una potrebbe essere “il vaccino per Hiv/Aids che, almeno a livello di ricerca, stiamo raggiungendo con l’Istituto superiore di sanità”.

Al tavolo dei relatori anche Guerino Fares, docente di Diritto della Salute all’Università Roma Tre; Alexandru Rafila, consigliere onorario del ministro della Salute Romeno; Shirish M. Soni, ambasciatore della Repubblica del Sudafrica e Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia.

“Il problema della copertura vaccinale non può riguardare un solo Paese perché non ci sono confini che possono fermare i batteri e le infezioni” ha spiegato il rappresentante dei laboratoristi. “I vaccini – ha proseguito Lamberti – rappresentano un aspetto importante di quella che è la medicina transfrontaliera. Romania e Italia hanno problematiche analoghe da questo punto di vista”.

I lavori sono stati introdotti da George Bologan, ambasciatore di Romania in Italia. L’evento è stato coordinato da Pietro Napolitano, project leader della Health Policy Commission, il laboratorio dell’associazione Diplomatia dedicato all’approfondimento dei molteplici temi della politica sanitaria e della sostenibilità dei sistemi sanitari.