Più longevo chi ha uno scopo: intervista a Rozanski.

Più longevo chi ha uno scopo: intervista a Rozanski.
(Il Sole 24 Ore) Avere uno scopo nella vita promuove il benessere psicologico a tal punto da allungarla. A dimostrarlo sono veri e propri studi scientifici secondo cui quanto prima si trova uno scopo da perseguire tanto prima si potrà beneficiare dei suoi effetti protettivi in termini di salute. Oggi una nuova analisi presentata alla sessione scientifica dell’EPI/Lifestyle 2015, il convegno dell’American Heart Association svoltosi a Baltimora agli inizi del mese di marzo, aggiunge nuovi dettagli a questo fenomeno, svelando quali sono i suoi benefici a livello fisico.
 I suoi autori – fra cui sono inclusi gli esperti del Mount Sinai Health System Randy Cohen e Alan Rozanski – hanno analizzato i dati raccolti in 10 studi condotti sul tema, concentrandosi sull’impatto del fatto di avere uno scopo nella vita sui tassi di decesso e sul rischio di avere a che fare con eventi cardiovascolari. Ne è emerso che sentire che la vita vale la pena di essere vissuta è associato a una riduzione del 23% dei decessi per qualsiasi causa e a una diminuzione del 19% del rischio di infarto, ictus o di avere bisogno di un bypass coronarico o di uno stent cardiaco.
  “Studi precedenti – ha ricordato Rozanski – hanno associato alle malattie cardiache una serie di fattori di rischio psicologici, inclusi fattori negativi come l’ansia e la depressione e fattori positivi come l’ottimismo e il sostegno sociale”. Come ha spiegato Cohen, questo studio evidenzia l’esistenza di una forte correlazione tra il fatto di avere uno scopo nella vita e la protezione dal decesso o da un evento cardiovascolare. “Sviluppare e affinare il proprio scopo nella vita potrebbe proteggere la salute cardiovascolare e, potenzialmente, salvarci la vita”, ha aggiunto l’esperto, che si occupa di cardiologia preventiva al Mount Sinai St. Luke’ s Hospital e al Mount Sinai Roosevelt di New York. “Ciascuno di noi dovrebbe porsi la domanda: ‘Ho uno uno scopo nella vita’? Se la risposta è no – conclude Cohen – bisogna lavorare per raggiungere l’importante obiettivo di trovarne uno, per il proprio benessere personale”.
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