Il Nord-Ovest perde la psichiatria: a quasi 50 chilometri per i ricoveri (almeno fino al 2025)

Il Nord-Ovest perde la psichiatria: a quasi 50 chilometri per i ricoveri (almeno fino al 2025)

In Veneto preoccupazione per il temporaneo trasferimento dei ricoveri di psichiatria a quasi 50 km di distanza da Montecchio. Saranno sistemati al San Bortolo fino alla fine dei lavori a Montecchio.

Il reparto di psichiatria dell’ospedale di Montecchio sarà trasferito a Vicenza.

Una situazione «temporanea» spiega l’Ulss 8 Berica, in una nota. A conti fatti si tratterà di almeno di 4 anni, dato che il reparto tornerà nella città castellana «una volta completato il nuovo ospedale», spiega l’azienda sanitaria, cioè non prima del 2025, come confermato di recente durante la presentazione del cronoprogramma del cantiere.

A partire da martedì 2 novembre, il 3° servizio psichiatrico di diagnosi e cura del dipartimento di salute mentale di Montecchio sarà spostato al San Bortolo, dove già hanno sede il 1° e il 2° servizio psichiatrico.

Tutto ciò «per ottimizzare la presenza del personale del reparto – come ribadito dall’Ulss in riferimento ai lavori tuttora in corso nella struttura castellana -. Il trasferimento riguarderà solo le degenze mentre l’attività di consulenza ambulatoriale continuerà a svolgersi nelle sedi abituali per il Distretto Ovest. Le degenze del servizio psichiatrico saranno riattivate a Montecchio una volta terminata la nuova struttura sanitaria».

Informa così la nota ufficiale diramata per chiarire, innanzitutto, «di garantire la rigorosa appropriatezza dei ricoveri, limitandoli a quelli di stretta competenza psichiatrica», ricordando che «è possibile ricoverare, per diagnosi e cura, solo pazienti con disturbi acuti e affetti da disturbi psicotici, disturbo bipolare, depressione e disturbi gravi della personalità» e che è richiesta «particolare attenzione» per altri tipi di patologie come «demenza, disturbi cognitivi, tossicodipendenza o disturbi di prevalenza internistica con componenti psicopatologiche non rilevanti a giudizio dello psichiatra in cui la consulenza del medico potrà definire o meno esigenza di ricovero». Le famiglie, nel caso in cui fosse concesso loro trattandosi di casi specifici, potranno andarli a trovare solo al San Bortolo.

In pratica se fino a oggi un familiare da Arzignano, Valdagno, Chiampo o Recoaro doveva percorrere al massimo 20 o 25 chilometri per arrivare a Montecchio, da martedì i chilometri raddoppieranno o quasi. Dal centro di Arzignano all’ospedale di Vicenza i chilometri sono 26, da Valdagno 43 mentre da Recoaro addirittura 54. Solo l’andata. Un trasferimento che rimarrà tale per diversi anni, probabilmente più di quattro, considerando che solo pochi mesi fa era stato il direttore generale dell’Ulss Maria Giuseppina Bonavina, durante una visita al cantiere ospedaliero, a dichiarare che la struttura «verrà terminata a fine 2025». Ma tra 4 anni, una volta conclusi i lavori, dovrà essere completato il trasferimento dei reparti. Ciò richiederà altri mesi.