Prima di esprimere la mia opinione in merito al tragico evento, ho atteso in rispettoso silenzio la celebrazione del funerale che, per esperienza personale e diretta, è la fase più traumatica ed innaturale per chi perde un figlio, in quanto sancisce la separazione tra due mondi, quello dell’anima e quello del corpo: il distacco.
Tanto premesso, anche se sono un sanitario, mi occupo di diagnostica di laboratorio e non saprei parlare di cardiochirurgia pediatrica. Sono venuto a conoscenza degli eventi per mezzo della stampa e dei social e questo tipo di conoscenza non è quasi mai veritiero a differenza delle carte processuali. E’ da quelle carte e dalle conclusioni delle indagini che viene fuori la verità ed i Magistrati dovranno fare luce sugli eventi per assicurare la giustizia. Questo è uno dei diritti inviolabili su cui si fonda la società civile.
Personalmente non conosco il Dr. Oppido e la Dr.ssa Farina. Alcuni miei conoscenti me li descrivono come eccellenti professionisti dotati di una grandissima umanità. Alcuni mi riferiscono che il Dr. Oppido giocava con i bimbi come un padre con i figli ed era solito ripetere: “questi sono i miei bambini”. Adesso, sembrerebbe siano sospesi dal servizio, quello stesso servizio in cui hanno creduto giusto svolgere in favore di quei bambini che consideravano loro figli. E’ una tragedia!
Al di là dei fatti che verranno accertati, dai comunicati ufficiali emerge che l’Azienda, una volta venuta a conoscenza di alcune criticità, ha attivato immediatamente, già da fine dicembre, ovvero dopo pochi giorni dal verificarsi dell’evento avverso, le verifiche ispettive interne ed informato il consiglio di disciplina. Per i non addetti ai lavori, specifico che ogni azienda ha un proprio Consiglio di disciplina con i compiti previsti dalla legge; la norma in parola prevede una serie di procedure e di tempistiche, a volte lunghe, per assumere informazioni o controdeduzioni. Ecco spiegato il motivo per cui solo alcuni giorni fa ha prodotto un primo risultato con la sospensione di due Dirigenti medici. Sia chiara che la sospensione non equivale ad una condanna ma è un atto cautelativo assunto dall’Azienda.
Se ci sono stati errori non si additi il Monaldi ma l’Azienda dei Colli, ovvero Monaldi, Cotugno e CTO.
Un’Azienda unica che ha prodotto solo salute in favore degli Utenti del SSR dove il personale tutto, ogni giorno, per tutto l’anno, è al servizio di chi soffre, dove le nostre strutture dipartimentali, sono in possesso, da diversi anni, di certificazioni di qualità per sottolineare l’attenzione rivolta alle procedure ed analisi degli errori. Un Ospedale Monaldi, all’epoca in cui ero tirocinante, il “sanatorio” o il “Principe di Piemonte”, ora ha dei reparti ed ambulatori di eccellenza e produce centinaia di pubblicazioni scientifiche che il mondo accademico ci invidia. Il Cotugno è un ospedale regionale di riferimento per le malattie infettive ed è un fiore all’occhiello della nostra comunità. Il CTO, polo ortopedico di una certa rilevanza e con un pronto soccorso che assicura oltre 50.000 accessi all’anno.
Vi sembra poco? Vi sembra un’Azienda da esporre alla gogna mediatica?
Ecco, in definitiva penso che, superata la prima fase di comprensibile disagio che un evento luttuoso possa generare, la razionalità deve prendere il sopravvento sull’incertezza e dobbiamo continuare sulla strada che ci ha consentito di trasformare il brutto anatroccolo, il “Sanatorio”, nel bellissimo cigno, l’AORN dei Colli
Questo lo dobbiamo fare nel ricordo di Domenico e per il rispetto di noi stessi, dipendenti dell’Azienda dei Colli.
Noi siamo tutti Monaldi.
Vincenzo Piscopo





