Danni da fumo, il ruolo dell’N-acetilcisteina nel contrastarli 

Danni da fumo, il ruolo dell’N-acetilcisteina nel contrastarli 
di Chiara Riccio
Fumare tabacco è un atto decisamente tossico per la salute, e le conseguenze di natura cardiovascolari, nervose e respiratorie sono importanti.
D’altro canto, però, è noto anche che il fenomeno del tabagismo (o, in gergo, della “assuefazione da sigarette”) crei una dipendenza difficile da contrastare.
In questo caso, potrebbe essere buona norma ricorrere a rimedi di sostegno atti a preservare le cellule dell’organismo e coadiuvare i sistemi di fisiologica difesa antiossidante.
Tra i tanti, si è rivelata ricca di proprietà biologiche e degna di interessa la N-Acetilcisteina (o semplicemente NAC), molecola largamente utilizzata nel trattamento delle patologie respiratorie e delle bronchiti per le sue forti capacità mucolitiche, che favoriscono l’espettorazione dei muchi in eccesso.
Il muco ha di norma delle proprietà di difesa per l’apparato respiratorio, e la consistenza gelatinosa che presenta gli permettere di umidificare le vie respiratorie e di “catturare” eventuali patogeni provenienti dall’esterno.
In caso di iperproduzione, come per il fumatore, l’eccesso di catarro indica la presenza di uno stato infiammatorio a livello dei bronchi che pertanto non va sottovalutato.
Oltre a fluidificare i muchi e favorirne l’espettorazione, la NAC favorisce la sintesi di uno dei più importanti antiossidanti per il nostro organismo, il glutatione, i cui livelli nel nostro organismo risultano drasticamente ridotti in caso di fumo di sigaretta, esponendo le cellule a maggiore suscettibilità nei confronti degli effetti lesivi delle specie reattive dell’ossigeno. Contrastare e limitare la deplezione del glutatione che il fumo provoca, tramite l’assunzione di NAC, si rivela dunque fondamentale, considerato che la carenza di un agente di difesa dagli ossidanti deteriora le proteine cellulari, favorendo la genesi di numerose patologie maligne.
Infine, non meno importante, pare che la NAC a livello neuronale sia in grado di ridurre il senso di gratificazione indotto dal fumo di nicotina.
Il dosaggio consigliato per una giusta attività farmacologica è solitamente 600 mg/die.
Dunque, se proprio non riusciamo a smettere di fumare, perché non provare a contrastare i danni?
Lo specialista saprà darci il consiglio giusto.