Covid, nuova variante Kraken: di cosa si tratta

Covid, nuova variante Kraken: di cosa si tratta

È stata definita “cugina di Gryphon” e “nipote di Omicron” la sottovariante XBB.1.5 che si sta diffondendo negli USA in maniera così celere da far registrare la crescita dei casi più veloce dai tempi di Omicron 1.

I dati riportati dal monitoraggio a cura dei Centres for Disease and Prevention (CDC) riportano un raddoppiamento dei contagi di Covid-19 in USA nell’ultima settimana e oltre il 40% pare essere collegato proprio alla esponenziale diffusione di Kraken.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato che la nuova variante è presente in 29 Stati, anche in Europa, ma in Italia risultano segnalati pochissimi contagi per il momento.

Kraken si è dimostrata più resistente alle nostre difese immunitarie, come ha sottolineato l’epidemiologo statunitense Eric-Feigl-Ding. Il motivo è probabilmente legato al fatto che si tratti di una ricombinazione delle varianti BA.2.10.1 e BA.2.75

Kraken sembra infatti essere maggiormente in grado di legarsi ad ACE2, il recettore presente sulla superficie delle cellule di diversi organi, attraverso cui il coronavirus si fa strada nel nostro organismo.

È peró ancora difficile stabilire la reale aggressività della sottovariante, considerata anche la contemporanea circolazione dei virus respiratori che rende più complicato l’effettivo monitoraggio dei sintomi.
I campanelli di allarme del probabile contagio per ora, risultano essere molto simili a quelli delle altre varianti e dell’influenza stagionale:

  • mal di gola;
  • tosse;
  • stanchezza e spossatezza;
  • dolori articolari e muscolari diffusi.

“I modi per evitare una nuova ondata su larga scala sono sempre gli stessi – ricordano gli esperti – ossia screening e tamponi rapidi, indossare mascherine di alta qualità, ricambio costante dell’aria nei luoghi chiusi e vaccini aggiornati. Presto avremo più dati sull’efficacia dei vaccini contro XBB.1.5”

 

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